In vita mia ho scritto su ogni tipo di tastiera: su delle vecchie IBM coi tasti ingialliti e le lettere scolorite, su dei portatili piccolissimi e su altri con i tasti sottili e molto scomodi (nuovi macbook pro, sto parlando con voi…). Per cui ho maturato una certa esperienza su quali siano le tastiere migliori per scrivere tanto e velocemente.

Ovvio che per l’uso quotidiano, parlo di lavoro d’ufficio, scrivere mail e qualche documento ogni tanto, tutte le tastiere vanno benissimo. Ma quando si tratta di produrre decine di migliaia di battute al giorno, allora le differenze emergono. Una tastiera deve presentare i seguenti requisiti:

  • Essere affidabile
  • Non stancare le dita
  • Aiutare a limitare gli errori di battitura
  • Permettere di andare alla massima velocità possibile

Se siete interessati a balzare alla conclusione, basta cliccare sulla lista delle migliori tastiere per scrivere. Di seguito riporto tutti i fattori da considerare per l’acquisto delle migliori alternative sul mercato per scrittori e affini.

Differenze tra tecnologie e tastiere

Partiamo da alcune distinzioni di massima: esistono due grandi famiglie, cioè le tastiere meccaniche e le tastiere a membrana. A loro volta, le tastiere meccaniche hanno delle sottocategorie, ad esempio con switch a molla oppure con attuatori elettromeccanici o magnetici, e così anche le tastiere a membrana possono essere a farfalla, a forbice, etc.

Le tastiere a membrana solitamente sono più economiche, più comuni, con il profilo più basso, perfette per i portatili. Sono quelle che nella stragrande maggioranza dei casi, le persone usano a casa e a lavoro.

In pratica, ogni volta che si spinge un tasto, questo preme su un gommino che, a sua volta, va a fare contatto nella piastra sottostante dove risiede la parte elettrica della tastiera. Questo comporta che il tasto debba essere spinto fino in fondo, e nel tempo, la membrana tende a rovinarsi e a cambiare la pressione necessaria.

Il motivo per cui le tastiere di questo tipo sono le più diffuse è semplice: costa poco produrle.

Le tastiere meccaniche sono meno comuni e sono le nonne delle tastiere a membrana. Le prime tastiere infatti erano meccaniche. Il loro funzionamento è semplice e arcaico: il tasto comprime una sorta di molla e tocca un attuatore (che può essere meccanico, elettrico o magnetico) che fa partire il segnale. Q

uesto fa sì che non sia necessario spingere il tasto del tutto per creare il segnale, e inoltre la loro durabilità è pressoché infinita.

Dopo questa lunga premessa, vi starete chiedendo: qual è quindi la tastiera giusta per scrivere?

Come scegliere la tastiera

La prima risposta è: la tastiera giusta è quella con cui vi trovate bene, che vi permette di scrivere con pochi errori e al massimo della vostra velocità. Ho scritto divinamente su tastiere molto economiche di portatili da quattro soldi, come mi son trovato male con tastiere da diverse centinaia di euro.

Però, in linea di massima, le tastiere più indicate sono quelle meccaniche. Per varie ragioni:

  • puoi scegliere lo switch che ti piace di più. Lo switch è l’attuatore e ce ne sono di decine di tipi diversi in base all’abitudine di ognuno
  • Sono eterne. Non essendoci una membrana di plastica fra il tasto e il contatto, bensì molle o contatti elettromagnetici, garantiscono decine di milioni di battute nell’arco della loro vita, cioè numeri che nessun utente, per quanto accanito, riesce mai a superare.
  • (questione personale) mi piace il feeling che dà una tastiera meccanica e in generale apprezzo i tasti un po’ più alti del normale

Il primo punto è il più importante. Ci sono una miriade di switch diversi in circolazione, prodotti (in larga parte) dalla stessa ditta: Cherry. Esistono i Cherry Blue, Black, Clear, Silent, Brown, Green, Red, e tanti altri meno comuni. Ma le tre grandi famiglie sono:

  • A click: emettono il tipico suono di una volta, con un click molto forte che i meno giovani ricorderanno molto bene. La pressione necessaria è piuttosto alta, l’attuazione del contatto è ben percepibile (è il Click) e la corsa del tasto è molto lunga.Il più comune è il Tanti scrittori amano usare questo genere di switch, ma il rumore che producono rende queste tastiere inadatte in luoghi dove ci sono altre persone a lavorare.
  • Lineari: sono molto silenziosi, la pressione è molto bassa e la corsa è assai breve. Tipico nelle tastiere da gaming. I più comuni sono il Black (più duro da premere) e il Red (il più leggero da premere).Sono perfette per giocare perché la corsa breve e il tasto leggero permettono pressioni molto ravvicinate, una necessità tipica del gaming competitivo.
  • Tattili: sono un compromesso fra i vari tipi di switch. Sono silenziosi, con scarsa pressione che però aumenta nel punto in cui il tasto fa partire il segnale, per cui il feedback è chiaro. Il più comune è il Le tastiere meccaniche economiche montano principalmente questo tipo di switch e sono anche le tastiere meccaniche più diffuse.

Anche se esistono altre marche di switch, e molte compagnie che producono tastiere usano tecnologie proprietarie, in genere si fa sempre riferimento ai Cherry per dare al consumatore un parametro di valutazione.

Ad esempio, Logitech produce un’ottima linea di tastiere meccaniche dotati di switch proprietari (i GX) che però sono codificati per colori identici ai Cherry, così che il consumatore possa scegliere quello giusto per lui (GX Blue Clicky, GX Red Linear, GX Brown Tactile).

Come scegliere lo switch giusto

Non è facile scegliere il tipo di switch migliore per il proprio stile di scrittura. Questo è un altro dei motivi per cui le tastiere a membrana dominano il mercato: trovare lo switch meccanico giusto è complicato.

C’è chi preferisce il suono a click dei Blue, altri che vogliono sentire la pressione del tasto ma non gradiscono il rumore (Brown), e così via.

Ma se non si ha mai avuto l’opportunità di provarli, non è neppure possibile farsi un’idea delle differenze fra i vari switch. Le tastiere meccaniche sono piuttosto rare nei negozi fisici, per cui bisogna rivolgersi all’ecommerce di fatto comprandole a scatola chiusa oppure fidandosi delle recensioni online.

In commercio esistono dei kit di tasti acquistabili a poche decine di euro, che permettono di provare tutti gli switch così da farsi un’idea.

Può essere una mossa vincente, ma d’altro canto, provare un solo tasto non è sufficiente per capire se lo switch che riteniamo giusto sia davvero il migliore durante l’uso reale, con più dita e con i tasti disposti nell’ordine corretto.

I fattori da tenere in considerazione sono:

  • La durezza del tasto. Questa viene espressa in Centinewtons (cN). Si va dai 45cN per i Red, che sono molto morbidi, ai 60cN dei Blue, che sono considerati duri. Badate bene: quando dico duri non intendo che dobbiate tirare dei pugni alla tastiera per farla andare!In realtà la differenza è quasi impercettibile, se non nell’uso prolungato.
  • La corsa del tasto. Gli switch meccanici permettono di inviare il comando senza dover andare a fine corsa. In pratica, quando ne premete uno, la battuta apparirà sul vostro foglio di scrittura prima che il vostro dito abbia raggiunto il fondo della corsa del tasto.Questo permette di scrivere senza premere del tutto, quindi più velocemente e senza stressare le articolazioni delle dita.Ci sono switch a corsa lunga (come i Blue, che si attivano dopo 2,2mm e hanno una corsa complessiva di 4mm) e altri a corsa brevissima (come gli Speed Silver, che si attivano dopo soli 1,2mm, e hanno una corsa totale di 3,4mm). Reputo questo parametro più importante per il gaming.Una corsa molto breve permette di premere a velocità furiosa il tasto, una situazione tipica appunto del gioco competitivo. Per la scrittura, non ho mai notato differenze sostanziali.
  • Il rumore prodotto dalla pressione. Ci sono switch pressoché silenziosi (come i Brown o i Silent Red) e altri rumorosissimi (come i Blue). Qui sta al gusto personale.Un consiglio: all’inizio, i tasti rumorosi sono piacevoli perché si ha l’impressione di lavorare su una macchina da scrivere. Alla lunga, mediamente, stancano.
  • Il feedback tattile. C’è chi preferisce sentire quando l’attuatore va in funzione, e come spiegavo prima, negli switch meccanici ciò avviene prima che il tasto sia premuto fino in fondo. Altri invece preferiscono non avvertire nessun scalino o, in inglese, bump. Per questo esistono gli switch lineari (senza feedback) e tattili (con feedback).

Consigli pratici per gli Switch

  • Partire dai Brown. Sono gli switch più comuni, per cui è facile trovare tastiere meccaniche piuttosto economiche e inoltre in certi negozi sono esposte in modo da poter essere provate.
  • Se si ha intenzione anche di giocare con la tastiera, partire dai Red. Anche questi switch sono molto comuni e si trovano tastiere del genere nei centri commerciali.
  • Evitare i Blue. Per quanto si decanti la bellezza di sentire il click del tasto, così da provare l’emozione di scrivere come si faceva una volta, alla lunga stanca e infastidisce le persone intorno a voi. Ho avuto una Blue per qualche mese: si sentiva che scrivevo in ogni punto della casa…
  • Evitare gli switch rari. Ci sono tanti switch particolari, o varianti dei principali ma con meno forza di attuazione – Green, Clear, Silent, etc – che sono destinati a utenti che già sanno cosa vogliono e che hanno esperienza personale riguardo alle tastiere meccaniche.Questi switch saranno perfetti per la vostra seconda tastiera, quella che comprerete dopo esservi fatti le ossa.

Personalmente, preferisco i Red. Li ho provati un po’ tutti, compreso anche meccanismi non a molla e più particolari, ma alla fine, ho sempre trovato i Red quelli più confortevoli. Sono molto leggeri, silenziosi, progressivi (perché lineari) e mi piace proprio la sensazione che si prova a volare con le dita sui tasti.

Gli switch proprietari

Le aziende che producono periferiche per PC spesso preferiscono dotare le loro tastiere di switch sviluppati internamente. Ci sono varie ragioni tecniche ed economiche, ma di base, il motivo più lampante è creare differenziazione.

L’utente ha la percezione di comprare un prodotto tecnologicamente più complesso e di valore se è dotato di qualcosa che lo differenzia dalla massa.

Infatti, uno dei principali problemi a livello di vendite delle tastiere meccaniche, è il fatto che l’uso di switch comuni come i Cherry appiattisce le differenze e sposta la scelta su altri fattori, come i materiali usati e il prezzo.

Si tratta quindi di un meccanismo di marketing. Questo non significa che siano scadenti. Tutt’altro. Le aziende leader nel settore delle periferiche, come Logitech, Asus, Corsair o Cooler Master producono ottime tastiere.

Il mio consiglio è di scegliere facendo riferimento alla tipologia Cherry, così da avere un parametro di riferimento per poter comparare i prodotti fra varie marche.

In pratica, prima si scopre quale switch ci permette di lavorare al meglio, e quel punto, si sceglie il modello della marca che più ci piace.

I materiali

Quando si compra una tastiera a membrana, di solito non si tiene in considerazione il materiale con cui sono fatti i tasti o la struttura. Questo perché si tratta mediamente di prodotti economici, dove questo fattore non ha particolare importanza.

Se poi parliamo di portatili, il materiale dei tasti è molto spesso un fattore condizionato più da aspetti tecnici che qualitativi: una tastiera per laptop deve essere molto sottile per cui ci sono varie limitazioni da tenere in considerazione – sebbene anche in questo settore esistano differenze notevoli.

Ad esempio, certe linee premium Lenovo, i Thinkpad della compianta IBM, sono dotati di ottime tastiere a membrana fra le migliori sul mercato.

Nel mondo delle tastiere meccaniche, invece, il materiale usato per i tasti e per la scocca è molto importante. Partiamo dalle scocche: i prodotti di fascia bassa sono solitamente composti di plastica ABS con un’anima sottile di metallo su cui sono montate le componenti elettroniche.

Ci sono poi prodotti più costosi che hanno la scocca in alluminio, legno o acciaio. Oltre a un fattore prettamente estetico – l’alluminio spazzolato ad esempio è molto bello – un materiale più pesante dona pesantezza e rigidità alla tastiera e ciò ha rende più stabile e durevole.

Sui tasti invece c’è un vero e proprio mondo da scoprire. Quelli più economici sono in ABS, mentre quelli più costosi sono in PBT, un altro tipo di plastica resistente e che non trattiene lo sporco. I tasti in ABS tendono a diventare lucidi nel tempo.

Quelli in PBT sono piacevolmente ruvidi e restano tali praticamente per sempre. Purtroppo i tasti in PBT sono rari da trovare. Ci sono altre plastiche ancora più inusuali, che però sono praticamente introvabili per l’utente comune.

Ci sono anche numerosi metodi per apporre la lettera sul tasto. Quello più economico è tramite una stampa. Questi tasti tendono a scolorire e le lettere svaniscono con l’uso intenso. Una tecnica molto più costosa è tramite sublimazione d’inchiostro: la lettera diventa tutt’uno con la plastica per cui è impossibile che si scolorisca.

Ci sono poi metodi di produzione del tasto che consentono di usare due materiali diversi (double shot injection moulding), in modo da avere, ad esempio, la lettera trasparente: questo serve per le tastiere che sono dotate di retroilluminazione.

Un altro metodo per avere la lettera traslucida in modo da far passare la luce è tramite l’incisione a laser.

La forma dei tasti

Un aspetto importante da tenere in considerazione è quello del profilo dei tasti e la geometria con cui sono disposti sulla scocca. Come al solito, nel mondo delle tastiere a membrana c’è meno scelta, e oltretutto nei portatili questo aspetto non è nemmeno contemplato dato che parliamo di tastiere totalmente piatte. Nelle meccaniche invece esistono diverse varianti:

Di solito solo nelle tastiere costose è indicato il profilo utilizzato. I più comuni sono l’OEM e il Cherry. Ogni fila (Row, quindi R1 partendo dall’alto fino alla barra spaziatrice) ha una forma diversa per dare una maggiore ergonomia alla tastiera.

La bombatura dei tasti aiuta inoltre a evitare errori di digitazione. Ci sono profili con tasti molto alti (come il SA) per prodotti molto di nicchia e per gli appassionati.

Il layout

Un’altra importante caratteristica da tenere in considerazione è il layout. Di cosa si tratta? Parliamo di due aspetti diversi:

  • Il layout relativo alla lingua: ogni tastiera ha i tasti disposti in base a determinate configurazioni che sono tipiche per ogni lingua. L’italiano ha un suo layout diverso dall’americano, dal tedesco e francese e così via.
  • Il layout dei tasti sulla scocca: ci sono tastiere che hanno il tastierino numerico sulla destra, altre che non hanno la fila alta dei tasti funzione (F1, F2 etc) e altri ancora che non hanno i quattro tasti direzionali.

Partiamo dal layout della lingua: purtroppo l’italiano è una lingua di nicchia per cui, escludendo i produttori internazionali, molti piccoli brand di tastiere premium non prevedono prodotti in lingua italiana.

In tal caso ci si trova a dover usare tastiere con layout US ad esempio, che però non riportano gli accenti tipici della nostra lingua. È sempre possibile modificare nel proprio computer la lingua in modo da avere comunque i tasti nel posto giusto, ma bisogna saper usare la tastiera senza guardarla.

Non amo questo genere di compromessi più per un fattore personale estetico: non sopporto di vedere una tastiera con layout di un certo tipo, con i tasti che però producono lettere diverse una volta premuti.

Ci sono un paio di meritevoli eccezioni nel mondo dei piccoli produttori: Varmilo e WASD producono tastiere customizzabili con layout italiano, di grandissima qualità costruttiva.

Vediamo ora i differenti layout dei tasti. Ci sono tastiere che prevedono il tastierino numerico, altre che non ce l’hanno, e via così fino ad arrivare a tastiere che hanno esclusivamente i tasti destinati alla scrittura, senza nient’altro.

Inoltre ci sono quelle che hanno il tasto INVIO grande, standard ISO tipico della nostra lingua, e altre che hanno l’INVIO rettangolare e piccolo, standard ANSI, tipiche della lingua US e UK. D’ora in avanti mi riferisco al conteggio dei tasti considerando lo standard ISO comune per noi italiani.

  • 110%, a 109 tasti, con tastierino numerico, tasti funzione e tasti multimediali
  • 100% a 105 tasti, come la 110% ma senza tasti multimediali
  • 80% a 88 tasti, senza tastierino numerico – chiamate anche TKL, Ten Key Less
  • 65% a 69 tasti, dove non sono presenti i tasti direzionali. Ci sono soltanto i tasti relativi alla scrittura.

Le tastiere meccaniche hanno un altro pregio: possono essere rimossi i tasti per essere pulite, oppure per essere sostituiti con altri set diversi – è sufficiente trovare i tasti giusti per il tipo di switch che è presente nella scocca.

Retroilluminazione e connettività

Gli ultimi aspetti da tenere in considerazione esulano dall’esperienza di scrittura ma sono delle caratteristiche da valutare. Parlo della connettività e della retroilluminazione.

Partendo dalla connettività, esistono tastiere ovviamente via cavo, come ne esistono wireless e Bluetooth. Le prime sono le classiche tastiere con un dongle, una piccola chiavetta usb che serve per connettere senza filo la tastiera, mentre le seconde usano il protocollo Bluetooth per l’appunto.

Se si deve usare la tastiera per comandare una TV o per scrivere occasionalmente, allora sono favorevole ai dispositivi senza filo. Ma se parliamo di un uso da scrittore, quindi molto intensivo, sconsiglio le tastiere senza filo.

Questo perché necessitano di essere ricaricate – oppure devono essere sostituite le pile di tanto in tanto – e trovo inutile eliminare il cavo da un dispositivo che deve stare fermo in un certo punto della scrivania e dev’essere usato letteralmente di continuo.

Per gli appassionati di gaming, poi, il cavo garantisce bassa se non nulla latenza, un parametro molto importante per il gioco competitivo.

La retroilluminazione è una questione puramente di gusti. C’è chi ama scrivere in penombra per cui può trovare utile che la tastiera emetta un bagliore retrostante ai tasti.

Personalmente lo considero solo un fattore estetico, dato che non guardo i tasti mentre scrivo da molti anni. Ci sono tastiere retroilluminate bianche, o di tanti altri colori, fino a quelle programmabili per emettere colori in tutta la gamma RGB.

Lista delle migliori tastiere da scrivere

Vi propongo alcuni consigli di marche e prodotti che ritengo validi, in base alla necessità d’uso. Parlo di tastiere che conosco e che ho provato.

Resta il fatto che le tastiere top di gamma si trovano direttamente sui siti dei produttori menzionati in precedenza, ma queste le considero validissime alternative per entrare nel mondo delle tastiere meccaniche.

  • Logitech G413 – tastiera con switch proprietari Romer, non ho notato differenze sostanziali con i Cherry Brown. Costruzione eccellente, gran senso di solidità. Peccato per la retroilluminazione solo rossa, de gustibus. Logitech produce dispositivi ottimi e duraturi.
  • Cooler Master CK550 V2 – proposta Cooler Master, altra ditta leader nella produzione di periferiche PC. Tastiera molto completa, retroilluminazione RGB, switch Cherry Red, struttura in alluminio. Secondo me, impostata con luce bianca, rende meglio. Ottimo il poggiapolsi incluso nel prezzo.
  • Corsair K68 – prodotto da gaming con switch Cherry Red. Tastiera completa di funzioni multimediali. Ha il vantaggio di avere una membrana di protezione interna contro versamenti accidentali di liquidi.
  • Corsair K95 RGB Platinum – altro prodotto della nota marca Corsair. Molto più costosa della precedente, una vera e propria top di categoria. Ha tutto. Si possono scegliere switch Brown o Speed (che sono simili ai Red ma ancora più reattivi). Poggiapolso molto comodo. Vari comandi multimediali. Piuttosto ingombrante.

Conclusioni

Qual è quindi la tastiera ideale per scrivere bene e velocemente? A mio avviso, è importante trovare la tastiera meccanica con gli switch ideali per le proprie dita e le proprie abitudini, scegliendo un modello affidabile, duraturo e di alta qualità costruttiva.

Ripeto: sto parlando di usare la tastiera come primo strumento della propria passione, e cioè scrivere. Chiaro che ogni tastiera può andare bene, così come si possono scrivere interi romanzi su un portatile con una tastiera da due soldi.

Per chi vuole migliorare la propria velocità e limitare gli errori, allora la scelta della tastiera è molto importante.

Io uso una Varmilo, layout Italia a 110% ISO, scocca in acciaio rivestito in ABS nero texture legno, tasti in PBT a sublimazione d’inchiostro, colorazione custom di ogni tasto, retroilluminazione bianca, profilo OEM.

Switch elettrocapacitativi Sakura, che sono assai simili ai Red come corsa e durezza, ma essendo comandati da un contatto elettrico e non da un contatto fisico, sono ancora più morbidi. La tecnologia elettrocapacitativa elimina lo sfregamento dei contatti e quindi la corsa del tasto è dolce e senza attrito.

L’ho creata con il configuratore presente sul loro sito. Prezzo? 219$. Tanto? No di certo. Sono estremamente soddisfatto di questa tastiera e la uso per molte ore al giorno da due anni, dopo averne avute almeno una quindicina diverse, di marche più o meno note.